16 settembre 2008

ecco una non-notizia

"noi non possiamo essere, non vogliamo essere e non saremo mai antifascisti."

Federico Iadicicco, consigliere provinciale del Pdl e presidente di Azione Giovani a Roma,

7 commenti:

FRANCESCO FAZIO ha detto...

Bisognerebbe spiegare a questo signore che l'Italia è un paese antifascista. Che si cerchi un altro posto dove vivere, se non gli sta bene, e la finisca di rompere i coglioni.

Anonimo ha detto...

Sei sicuro che l'Italia sia un paese antifascista? Piero Gobetti indicava il fascismo come autobiografia della nazione e credo non si sbagliasse. Il berlusconismo come attuale autobiografia della nazione?

FRANCESCO FAZIO ha detto...

Può darsi caro Al,
ma ciò non toglie che chi ha fatto la resistenza ha scritto la nostra costituzione e ha lottato perchè tutta venissa applicata.
Noi siamo i figli di quelle persone.

Un caloroso abbraccio

Anonimo ha detto...

E' dura dirsi antifascista oggi, se non sei fascista.

Non è mia, purtroppo. E' di Adriano Sofri.

Anonimo ha detto...

Che ne pensate dell'opinione di chi dice che in questo paese, diversamente dalla Germania, non ha voluto nè avuto l'occasione di una credibile elaborazione della colpa per quanto successo? E' una tesi credibile? In effetti è strano come, quando si parla di determinati eventi storici in Italia più che altrove, si faccia sempre partire il racconto da un certo preciso punto. Chessò si parla per esempio di foibe ma non si fa mai cenno a quanto fosse successo lì prima. A me ha fatto effetto sapere che due alti gradi dell'esercito italiano in Jugoslavia sono tuttora ricercati per crimini contro l'umanità, ma questo l'ho saputo per caso su un history channel straniero....allora... come diceva Christian Bale su "Batman begins" ieri sera è solo una questione di "teatralità ed inganno"? Lo storico è anche ninjia?

Anonimo ha detto...

Leo, io non credo molto all'elaborazione delle tragedie. Le quali proprio perchè tragedie sono presenti anche quando sono sommerse dall'oblio. In ogni caso davvero non assumerei ad esempio la Germania, dove il problema della colpa di un paese dove la resistenza ha assunto tratti che forse possono essere definiti addirittura come marginali ha di fatto impedito qualsiasi forma di rapporto schietto con la storia.

Anonimo ha detto...

E' vero occhiobuio. Quindi forse tutto questo fa pensare che dopotutto la storia non va avanti in maniera lineare. Le tragedie "trattengono" il tempo o un suo pezzo, lo fermano allora condannando a riviverlo? Forse è così