22 marzo 2009

Gran Torino



Ci sono pochi cineasti che dividono il pubblico più di Clint Eastwood. Dopo aver visto Gran Torino sono andato a leggermi i commenti nei vari blog che si occupano di cinema e, grosso modo, le posizioni erano due: film fascista e razzista, oppure film emozionante e diretto. Nessuna via di mezzo, a dimostrazione che il cinema di Eastwood prende posizione e ignora le declinazioni possibili come falsificazioni semantiche, non consentendo equilibrismi esegetici che salvino capra e cavoli. Potrei cavarmela dicendo che, andando a vedere un film del vecchio repubblicano Clint, si dovrebbero già conoscerne i presupposti e le parole chiave: colpa, redenzione, giustizia, amicizia, solitudine e si dovrebbe anche conoscere la schematicità e la rigorosa squadratura delle narrazioni del regista Eastwood. E infatti anche Gran Torino non fa eccezione, rispetta la drammaturgia consueta e collaudata su una storia che veste la questione razzismo (che a me sembra falsamente centrale) su di un corpo filmico assolutamente rispettoso delle parole chiave di cui sopra. Ma è la messa in scena il punto debole del film che in uno srotolarsi prevedibile e troppo corretto della vicenda, è compromesso da eccessive sciatterie registiche (salti temporali troppo affrettati, battute didascaliche messe lì a spiegare, soluzioni spesso elementari di scene che presupponevano ben altro). Se questo è davvero l'ultimo film di Clint attore, c'è da sperare che il Clint regista non lasci come suo testamento un film così poco riuscito.

17 marzo 2009

epitaph


Confusion will be my epitaph.
As I crawl a cracked and broken path
If we make it we can all sit back
And laugh.
But I fear tomorrow Ill be crying,
Yes I fear tomorrow Ill be crying.

King Crimson


10 marzo 2009

equilibri




Ho anche cercato di ballare, in quella stanza minuscola,
rimpicciolita da un mobilio sproporzionato,
è lì che il mio corpo, a furia di adattarsi alla mancanza di spazio,
ha modellato un ballo tutto suo, fatto di perdita di equilibrio.

Cristina Donà



08 marzo 2009

Profondità


Tutto ciò che è profondo ama la maschera.

Nietzsche



02 marzo 2009

Strani giorni, viviamo strani giorni


Mi lambivano suoni che coprirono rabbie
e vendette di uomini con clave.
Ma anche battaglie e massacri di uomini civili.
L'uomo neozoico dell'era quaternaria.
Strani giorni, viviamo strani giorni.

Battiato


24 febbraio 2009

Facebook


Perché dilaga, perché ne sono vittima?

17 febbraio 2009

Allegria di naufragi


Il naufragio del PD e le dimissioni di Veltroni mettono una qual certa allegria.
Allegria di naufragi.


13 febbraio 2009

tutti i nostri ieri


Giacomo Bulgarelli, Portonovo di Medicina, 24 ottobre 1940 – Bologna, 12 febbraio 2009

12 febbraio 2009

Oh mio Dio...


Forse che il centro sinistra ha qualche problema?

06 febbraio 2009

Pasolini. mi pare...


Travolto dalla valanga di dichiarazioni, anatemi, insulti, opinioni di medici, specialisti, giuristi, teologi, giornalisti e filosofi, sento il bisogno di ricordare a me stesso che Eluana in questo momento della sua esistenza è soprattutto un corpo, e che ciò che ci si propone da parte di chi nega la liceità del percorso verso la morte di Eluana è il controllo e il dominio sul suo corpo. In questa feroce determinazione la chiesa cattolica sembra aver recuperato tutto il vigore investito nel passato per ottenere il controllo delle coscienze e sembra aver trovato sponda altrettanto feroce nel governo. La questione del corpo, del fatto che (Pasolini, mi pare...) noi non abbiamo un corpo ma siamo un corpo, mi sembra più che mai la questione. Ed è per questo che la sorte di Eluana sta così a cuore al compatto schieramento pro-life, lasciarla andare al Padre, come chiese ed ottenne per sé Giovanni Paolo II, significherebbe riconoscere all'individuo il diritto di decidere che fare del proprio corpo e della propria vita nei momenti più estremi e importanti. E questo appare intollerabile a chi non può rinunciare all'idea che noi non siamo ma apparteniamo.


02 febbraio 2009

mitico Willy







L'impareggiabile Willy Montini presenta con una lectio magistralis un dipinto di Keith Haring e riflette sulla forza iconica del tratto di Haring. Ah, mitico Willy!

26 gennaio 2009

fatti, non parole


L'iper-visione vanifica il fatto e crea l'illusione della rivelazione, che a sua volta è ingannevole come ogni fatto...


18 gennaio 2009

ragionamenti


“Il mio ragionamento è molto semplice: speriamo che funzioni.”

Giulio Tremonti a proposito dei provvedimenti che Obama adotterà per affrontare la crisi.


13 gennaio 2009

I read the news today oh boy



Mai come nei conflitti israelo-palestinesi viene posta la questione del rapporto tra necessità del conflitto, con le sue ragioni, e l'esercizio morale della violenza.

11 gennaio 2009

Fabrizio De André




Ma se la vita smette di aiutarti
è più difficile dimenticarti
di quelle felicità intraviste
dei baci che non si è osato dare
delle occasioni lasciate ad aspettare
degli occhi mai più rivisti.

Allora nei momenti di solitudine
quando il rimpianto diventa abitudine,
una maniera di viversi insieme,
si piangono le labbra assenti
di tutte le belle passanti
che non siamo riusciti a trattenere.



09 gennaio 2009

visioni


quasi sempre si tratta di tele-visione


07 gennaio 2009

Ron Asheton, 17 luglio 1948 - 1° gennaio 2009


No fun my babe no fun
No fun my babe no fun
No fun to hang around
Feeling that same old way
No fun to hang around
Freaked out for another day
No fun my babe no fun
No fun my babe no fun
No fun to be around
Walking by myself
No fun to be alone
In love with nobody else
Well maybe go out maybe stay home
maybe call Mom on the telephone
Well come on, well come on,
well come on..........


06 gennaio 2009



Mi sto facendo irretire nuovamente dalla liturgia sadomasochista di X Factor.


02 gennaio 2009

la doppia vita di Veronica



Il flusso delle immagini fissa fin dall'inizio la dichiarazione d'intenti del film: distorsioni e sfocature dell'immagine di Veronica/Irène Jacob accompagnano i titoli di testa, premettendo la natura sfuggente e illusoria della doppia narrazione kieslowskiana. Ed è proprio il corpo di Irène Jacob, la sua normale bellezza (non esiste una sola inquadratura in cui non sia presente) a sovrapporsi e a intrecciarsi con le trame del Caso, delle Possibilità e del Destino, disseminate lungo il percorso.


Ingannati dalla volontà di comprendere e ridurre tutto a materia nobile, a metafisica pret-à-porter , veniamo prontamente ricondotti alla categoria del vedere e il nostro sguardo non abbandona un'istante il volto di Veronica, tanto presente da diventare esso stesso la pellicola su cui viene impresso il film. E Irène Jacob riesce straordinariamente a trattenere e misurare un'interpretazione semplicemente magistrale. Tutto nell'economia della visione sembra perdere importanza, la sintassi narrativa, le apparenti incongruenze, le presenze misteriose, tutto viene trascinato via dalla gioia della visione di un cinema purissimo, dove l'immagine è il che cosa, e il non risolversi del film, il lasciare non detto, non fa che perpetuarne l'eco emotivo.





Centrale come spesso accade per Kieslowski è la collaborazione di Zbigniew Preisner, autore delle splendide partiture e di Slawomir Idziak, autore della fotografia: entrambi da considerarsi co-autori assieme allo sceneggiatore Piesiewicz. Prima produzione ad alto budget dopo il successo del Decalogo, è anche il primo film girato parzialmente al di fuori della sua Polonia in quella che diverrà la sua patria adottiva, la Francia della trilogia dei colori (Film Blu, Film Bianco, Film Rosso). Beh, che dire, è in questi giorni in edicola come primo numero di una collana dedicata al grande regista polacco, al prezzo di una pizza d'asporto...



Per cause a me sconosciute la mia copia dvd si è rifiutata di fornirmi la versione in italiano del film, proponendomi cocciutamente la versione sottotitolata, salvo poi, improvvisamente, durante la seconda visione, passare alla versione nella nostra lingua senza preavviso. Beh, guardatelo pure con i sottotitoli, i dialoghi sono pochi e la loro lettura non disturba la visione, mentre il doppiaggio appiattisce e toglie pathos all'originale. Fidatevi!



01 gennaio 2009

di tutto di più






Agghiacciante spettacolo di fine d'anno della RAI, non ho avuto il coraggio d'immortalare Del Noce che beve a canna dal bottiglione di spumante. Ora sono pentito.

31 dicembre 2008

2008



Beh, come chiudere l'anno senza le famose classifiche. Naturalmente parziali e incomplete. Insomma i did it my way!

film dell'anno: "Non è un paese per vecchi", dei fratellini Coen
disco "Third" dei Portishead
libro "Il fantasma esce di scena" di Philip Roth
Re/visione (DVD): "La doppia vita di Veronica" Kieslowski
serie tv dell'anno: Californication
nostalgia dell'anno: i Talking Heads

niente di "cool", ma questi.

26 dicembre 2008

Gozu





L'illusione di controllare, da spettatore di lungo corso, la visione di Gozu è largamente compromessa dalla necessità di piegarsi alla volontà di Takashi Miike, regista poco incline alla linearità e dedito magnificamente a dare l'assalto frontale al bisogno dello spettatore di trovare appigli narrativi. Niente da fare, Gozu danza leggiadro tra parvenze di genere (la Yakuza, il boss, la fratellanza malavitosa) simbolismi a pioggia (Gozu è l'animale mitologico mezzo uomo con la testa di caprone) citazioni splatter, violenza neutra e distorsioni visuali spazio- temporali degne del miglior Lynch. A differenza di quest'ultimo però, Takashi Miike dissemina il film di avvertimenti: si tratta di uno scherzo, di una presa in giro, lo premette addirittura nella sequenza iniziale, quando Ozaki prima di esplodere in una sequenza di incomprensibile violenza dice: "Tutto quello che sto per dire è soltanto uno scherzo, perciò non prendetemi seriamente": ed è soltanto al termine della visione che risulta chiaro che l'attore non si rivolgeva al Capo della banda ma allo spettatore stesso. Un bluff dichiarato insomma, che non compromette l'esperienza della visione ma la salva dal ridicolo, consentendo di scavalcare l'irritazione dell'incomprensibile.

La trama è esaustivamente riportata qui http://it.wikipedia.org/wiki/Gozu
il DVD si trova abbastanza facilmente, nella collana "I film maledetti"

19 dicembre 2008

Napule è




Napule è mille culure
Napule è mille paure
Napule è a voce de' criature che
saglie chianu chianu
e tu sai ca' nun si sulo
Napule è nu sole amaro
Napule è addore e' mare
Napule è na' carta sporca e nisciuno
se ne importa e
ognuno aspetta a' sciorta
Napule è na' camminata
int' e viche miezo all'ate
Napule è tutto nu suonno e a' sape tutto o' munno ma
nun sanno a' verità.
Napule è mille culure..

Pino Daniele


15 dicembre 2008

old brown shoe


Tra il sommamente ridicolo e il mediaticamente strepitoso si è chiusa l'era Bush.

10 dicembre 2008

evidentemente


i due fantasmi ai lati dell'immagine sono Raffaella Carrà e il Mago Silvan. Gli stessi della mia infanzia. Interpretano rispettivamente Raffaella Carrà e il Mago Silvan. Come quarant'anni fa.
Questa banale constatazione mi porta a meditare sul Tempo. Che, evidentemente, non passa...

06 dicembre 2008

She's lost control


Confusion in her eyes that says it all.
She's lost control

Joy Division


03 dicembre 2008

escape


Dopo la questione vigilanza Rai (a proposito, non se ne parla più: ma il giovane Zavoli?) la questione IVA per Sky. Davvero l'unica reazione possibile è la fuga, almeno simbolicamente col telecomando... certo l'Ilaria D'amico nella sua invettiva antigovernativa l'ho trovata eroticamente devastante...

01 dicembre 2008

mi raccomando


"L’osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, monsignor Celestino Migliore, boccia il progetto di dichiarazione che la Francia intende presentare a nome dell’Unione europea all’Onu per la depenalizzazione universale dell’omosessualità"

Mi raccomando, andateci piano con il linguaggio, soprattutto tu Francesco!