Non credo al famoso DNA delle squadre, al cuore granata o alla pazza Inter, credo alle contingenze anche calcistiche frutto di uomini, fatiche, colpi di culo e sfighe inenarrabili. Però gli ultimi tredici anni di gestione Moratti hanno fatto vacillare il mio cinico pragmatismo antiromantico. Credo sia difficile trovare un percorso storico (parliamo sempre di calcio, s'intende) così drammaturgicamente avvincente e sciaguratamente im/prevedibile. La stampa e le tv che si occupano di sport campano da almeno quindici anni praticamente solo di Inter: che arrivi quinta in campionato o assai raramente prima, fa lo stesso, è sempre l'Inter con le sue crisi i suoi allenatori esonerati in serie, i suoi bidoni e i suoi campioni i disastri e le fulgide impennate, le imprese sempre a metà e i fallimenti sempre completi a fare la cronaca del calcio italiano. Qualunque sia il risultato la domenica o in coppa, scoppia il giorno seguente l'inevitabile polemica, dichiarazioni a ruota libera di vari tesserati, disciplina come vago concetto sul cui significato si arrovellano i giocatori (lo spogliatoio dell'Inter è infatti anarchico per definizione) notizie di festini allegri e chi più ne ha più ne metta. Le sue (rare) vittorie sembrano sempre risse di strada dove prendere o dare la coltellata è solo Caso, dove notoriamente è il Colpo del Singolo a decidere perché l'Inter per definizione non ha gioco neanche quando vince 4 a 0. Il tifoso dell'inter non vive in attesa della vittoria, vive in attesa del prossimo disastro e si stupisce molto quando questo non arriva. Ma arriva, arriva...
20 maggio 2008
DNA
Non credo al famoso DNA delle squadre, al cuore granata o alla pazza Inter, credo alle contingenze anche calcistiche frutto di uomini, fatiche, colpi di culo e sfighe inenarrabili. Però gli ultimi tredici anni di gestione Moratti hanno fatto vacillare il mio cinico pragmatismo antiromantico. Credo sia difficile trovare un percorso storico (parliamo sempre di calcio, s'intende) così drammaturgicamente avvincente e sciaguratamente im/prevedibile. La stampa e le tv che si occupano di sport campano da almeno quindici anni praticamente solo di Inter: che arrivi quinta in campionato o assai raramente prima, fa lo stesso, è sempre l'Inter con le sue crisi i suoi allenatori esonerati in serie, i suoi bidoni e i suoi campioni i disastri e le fulgide impennate, le imprese sempre a metà e i fallimenti sempre completi a fare la cronaca del calcio italiano. Qualunque sia il risultato la domenica o in coppa, scoppia il giorno seguente l'inevitabile polemica, dichiarazioni a ruota libera di vari tesserati, disciplina come vago concetto sul cui significato si arrovellano i giocatori (lo spogliatoio dell'Inter è infatti anarchico per definizione) notizie di festini allegri e chi più ne ha più ne metta. Le sue (rare) vittorie sembrano sempre risse di strada dove prendere o dare la coltellata è solo Caso, dove notoriamente è il Colpo del Singolo a decidere perché l'Inter per definizione non ha gioco neanche quando vince 4 a 0. Il tifoso dell'inter non vive in attesa della vittoria, vive in attesa del prossimo disastro e si stupisce molto quando questo non arriva. Ma arriva, arriva...
18 maggio 2008
l'arte spiegata al popolo
13 maggio 2008
sex and dying in high society
10 maggio 2008
pulsione scopica

Con l'avvicinarsi della bella stagione le tv locali/nazionali ripropongono inesorabilmente, in una sorta di scollacciato cinefestival estivo, le pellicole cult dell'erotismo italico anni settanta-ottanta. Dunque avanti con Nadia Cassini e il grande Renzo Montagnani, la Fenech e Lino Banfi, Gloria Guida e le sue sorelle. Ah, l'estate ci attende...
08 maggio 2008
Silvio IV
Oggi comincia il regno di Silvio IV. Governo interessante, cucito su misura dal premier per il premier. La Carfagna subito eletta dai giornali stranieri come il più bel ministro del mondo. Visti in tv dopo il giuramento chiacchierare amabilmente tutti fra loro tranne il Bondi, teneramente seduto in un angolo solo e un po' malinconico. D'altronde lui è un poeta...
04 maggio 2008
preciso uguale identico
piccola aspirapolvere USB per pulire piccole superfici. Fa anche il rumore preciso uguale identico. Grande invidia per il mio amico fortunato possessore. Voluttà di fronte all'inutile, piccolo piacere nel maneggiare piccoli oggetti. Funziona soprattutto il fascino senza tempo di questo archetipo platonico.
30 aprile 2008
mainstream
27 aprile 2008
the age of innocence
23 aprile 2008
kiss
21 aprile 2008
povero Fidel!
Mi pare si stia esagerando, quel maricon di suo fratello, dopo la liberalizzazione della vendita di alcuni elettrodomestici, permetterà alla tv di stato di trasmettere le strafamose e strabelle nonché straamericane serie tv "I Soprano" e "Grey's anatomy"!. ah Fidel, non ci sono più i regimi di una volta...
16 aprile 2008
ma che ci voleva per vincere?

Della campagna elettorale di Berlusconi io ricordo tre cose: detasserò gli straordinari (ne beneficeranno il 90% degli operai del Nordest), via l'ICI dalla prima casa (contenti il 70% degli italiani) abolirò il bollo auto (contenti il 100% degli italiani).
Della campagna elettorale di Veltroni mi ricordo: Si Può Fare.
Ma come avrà fatto a perdere con quasi 10 punti di distacco? davvero non me lo spiego...
14 aprile 2008
13 aprile 2008
Juno

Per ingannare il tempo sospeso dell'attesa elettorale, che c'è di meglio di un film al cinema? dunque Juno capita a proposito. Per prima cosa mi vien da chiedermi che cosa ci abbia visto Ferrara in questo film per farne il manifesto ideologico di una campagna pro-life (come la chiama lui). La protagonista sceglie di non abortire con ancor meno "ragioni" di quelle che l'avevano spinta a recarsi in un consultorio per prenotare l'intervento. Semplicemente non le garbano l'ambiente e l'impiegata della reception, per cui sai che c'è? mi tengo il bimbo e lo do in adozione ad una coppia che mette annunci sul giornale. Dunque le tesi contrapposte di Ferrara (il film è pro-life) e di Natalia Aspesi (il film è pro-choice) appaiono entrambe infondate e pretestuosamente ideologiche. A me sembra che il film metta in scena invece l'insostenibile leggerezza delle scelte che la ragazza-madre (una deliziosa e bravissima Ellen Page) si trova a dover prendere in assoluta solitudine. Naturalmente Juno ha la fortuna di muoversi in un paese che le consente di affidare il nascituro ad una coppia, in un primo momento, e poi alla donna che - abbandonata dall'inaffidabile marito - rimane sola. Senza interventi del Vaticano obiezioni di coscienza bipartisan, anni di trafile burocratiche ecc.... così semplicemente perché è la cosa migliore da fare in quel momento. Juno, perennemente in bilico tra stupidità adolescenziale e maturità di piccola donna, prende caparbiamente e limpidamente le proprie posizioni e allo spettatore non viene neanche la tentazione di giudicarla. Tutto pare scorrere come se non potesse accadere altrimenti e - questo è il limite del film - non siamo mai sorpresi ma sempre consolati dallo svolgimento narrativo. Se volete sentirvi abitanti di un mondo migliore, andate a vederlo!
11 aprile 2008
08 aprile 2008
count down
05 aprile 2008
Afra
01 aprile 2008
28 marzo 2008
26 marzo 2008
mi sento come
molte trasmissioni televisive, con imbarazzante compattezza, paventano compiaciute un nuovo 1929. Naturalmente affollate di specialisti che spiegano che certamente sì, anzi certamente no, anzi certamente forse... io, uno tra i molti che non avendo nulla da perdere teme di perdere anche quel niente, mi sento come Morgan in questo intenso ritratto tv.
23 marzo 2008
rifacimenti
21 marzo 2008
daria cool
18 marzo 2008
16 marzo 2008
14 marzo 2008
13 marzo 2008
10 marzo 2008
scaricato

Senti Walter, questa storia dei giovani mi sta veramente facendo girare i cosiddetti, leggo sul sito del PD (a proposito, ti ricordo i due euro che ho sganciato alle primarie) che “Studenti universitari fanno ala all'ingresso del Teatro della Fortuna, la platea è gremita di un vivace pubblico under 30”, “Veltroni accende i giovani che lo ascoltano” “Ma il Partito democratico è il partito del futuro, dei giovani, intercetta il bisogno di novità delle nuove generazioni.” Le vecchie generazioni ringraziano, siccome io ho ancora (spero) un futuro ma tutto da vecchio, vorrei sapere che posticino occupo nei tuoi giovanilissimi pensieri, dietro al giovane industriale, al giovane operario, alla giovane ricercatrice universitaria s'intende. Walter, hai costruito il tuo charme giocando sporco sui sentimenti, mi hai fatto comprare tutta la raccolta delle figurine Panini allegata all'Unità di cui eri direttore, mi hai fatto commuovere come un idiota davanti alle figurine di Palanca e di Anquilletti, di Faloppa e di Zigoni di Cuccureddu e di Lido Vieri, mi hai fatto credere che il culto del passato e gli omaggi alla memoria fossero valori sdoganabili perfino a sinistra, ho condiviso la Nutella con te e (l'allora) giovane Moretti e tu come mi ricompensi? scaricandomi come un Ciriaco De Mita qualsiasi che, detto per inciso, ha fatto bene a darti del cinico... con tutti i tuoi “ma anche” ti dimentichi di dire che il PD è il partito dei giovani “ma anche” degli over 45, come se non ti fosse evidente che il mondo è pieno di giovani imbecilli (guardi mai il Grande Fratello?) e di ottime Dentiere Pensanti, “ma anche” il contrario s'intende... siccome voglio farmi del male, clicco sul link che porta ad una serie di brevi video interviste ai famosi giovani del PD: comincia Matteo Colaninno, giovane industriale che infila in sequenza “cultura del fare... cultura dell'innovare.... cultura dell'impresa” ragazzo, il Cav. ci spiattellava tutta questa cultura già ai tempi della “discesa in campo”. Poi passiamo a Marianna Madia, giovane ricercatrice che non va più in là di svariati “noi ggiovani” e “ripartiamo dai ggiovani”: intanto hai 33 anni ma che cazzo dici che sei “ggiovane”?, infine chiude Pina Picerno giovane non so cosa che dice, udite udite: “...Walter Veltroni, che è capace di riempire di senso una vita intera, la mia l'ha riempita davvero...” giuro che l'ha detto. Walter, se sono questi sei fottuto, ascoltami, ripensaci, si può fare...
09 marzo 2008
06 marzo 2008
04 marzo 2008
02 marzo 2008
non è un paese...

Un'America desertificata, scarnificata e spettrale nella magistrale mise en espace dei fratelli Coen ci regala uno dei film più originali e intensi degli ultimi anni. Lavorando per sottrazione i Coen svuotano ogni fotogramma da qualsiasi elemento decorativo e inessenziale lasciando in scena soltanto ciò che è necessario alla narrazione. Ogni immagine viene percepita dallo sguardo dello spettatore come definitiva e narrativamente autonoma, ogni immagine è immagine chiave per decodificare ciò che semplicemente appare. "Non è un paese per vecchi" asciuga la gola e rallenta il battito delle ciglia, ti pone fuori perchè non c'è nessun dentro a cui appartenere, nessun appiglio a cui aggrapparsi, l'unica ciambella emotiva sembra essere lo sceriffo interpretato da Tommy Lee Jones, ma è una ciambella bucata aggrappati alla quale si affonda con lui. Javier Bardem pietrifica, in un solo sguardo, uno degli psicopatici più disarmantemente convincenti della lunga tradizione cinematografica americana. Totalmente privo di colonna sonora quasi a volerne sottolineare la forza puramente iconica, "Non è un paese per vecchi" dà volti e gesti a tutta la migliore letteratura che guarda dentro al pozzo dell'incubo americano, e che ha come suoi maggiori interpreti Cormac MacCarthy, dal cui libro è tratto il film, e James Crumley. Filmando l'intermittente amoralità dei suoi protagonisti (Josh Brolin si mette nei guai per un pentimento e un inutile gesto di pietà quando porta l'acqua al messicano morente) e smascherando l'alibi del Caso, (Bardem chiede alle sue vittime di giocarsi la vita a testa e croce ma Kelly Mc Donald si rifiuta dicendogli "sei tu che decidi") i Coen non abbandonano un punto di vista profondamente morale che non vive nei personaggi ma nei sussulti di un'umanità ormai corrotta e disperata. Ah, tutto un giro di parole per dirvi: andate a vederlo!





